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Relazione di Giacomo Verde
sul Laboratorio "Le azioni dei corpi"
a Castiglioncello (LI) - 23 > 30 Luglio 2005
Grazie ad Armunia!!

Scopo del laboratorio era creare 10 azioni sceniche realizzabili anche da "non-attori".
Ho invitato a partecipare alla ricerca e alla scrittura scenica 9 persone provenienti da diversi ambiti professionali e artistici: Alicja Ziolko, Antonio Caronia, Emiliano Campagnola, Erika Urban, Giovanni Battista (Vanni) Cilluffo, Liuba, Marcantonio Lunardi, Nela Lucic, Nicola Sisti Ajmone. Non tutti si conoscevano tra di loro, si erano comunque autopresentati via e-mail.

I primi due giorni sono serviti per sistemarsi nella foresteria del Castello Pasquini, presentare i materiali elaborati fino ad allora (i temi delle 10 scene e i materiali del Kit di Proto-Vj) e discutere gli argomenti da affrontare nella performance.
Si è deciso di lasciare la mattina libera, lavorare il pomeriggio e la sera, pranzare al Castello Pasquini cucinando a turno e cenare al ristorante.
Ci siamo quindi divisi in due gruppi di 5 persone, che sono poi stati rimescolati 2 volte nei giorni successivi.
Dato che Liuba ha dovuto lasciare il laboratorio al quarto giorno io sono passato alternativamente da un gruppo all'altro.

Immagini del Laboratorio

Nel pomeriggio ogni gruppo provava a realizzare una scena, poi la scriveva e la sera dava il testo all'altro gruppo.
Ogni gruppo provava a mettere in scena quello che gli era stato dato e lo mostrava agli altri.
Era ammesso fare modifiche alla sequenza ricevuta se non si riusciva a comprenderne il senso o se risultava inefficace.
Dopo le rappresentazioni si discuteva delle differenze riscontrate tra la scrittura degli autori e la messa in scena dei performer cercando di capire come riscrivere o cambiare la scena sulla base delle difficoltà incontrate e dei risultati ottenuti.

La scrittura di ogni scena nasceva dopo un brain-storming sul tema da affrontare, cercando poi di individuare azioni che potessereo essere collegate, anche indirettamente, all'argomento e che non necessitassero di capacità attoriali per essere realizzate. Dopo aver verificato sulla scena l'efficacia dell'ipotesi fatta si procedeva alla scrittura cercando di fornire le informazioni base per la sua realizzazione. E' stato un vero laboratorio di "scrittura scenica".

Nonostante ci siano stati dibattiti anche molto accesi all'interno di ogni gruppo non si è mai arrivati a dover votare ma piuttosto si è cercato di arrivare ad una scelta che potesse essere convincente per tutti, anche se con gradi e intenzioni diverse.
E' risultato più difficile del previsto realizzare azioni "non-attoriali". Si è comunque sempre cercato di verificare che l'azione scelta potessere essere efficacemente replicabile anche da persone diverse scambiandoci continuamente i ruoli. Fino alla controprova finale: vedere la propria sequenza realizzata dall'altro gruppo.

E' stato interessante vedere come lo spirito di competizione nato tra i due gruppi si sia modificato nel corso delle giornate e abbia aquistato sfumature diverse in base alle scene scelte e allo scambiarsi delle persone. Fondamentale è stato mantenere comunque un clima "giocoso" cercando di sdrammatizzare i momenti di scontro che si sono inevitabilmente creati.
Quello che ha risolto ogni volta la discussione è stata la "prova pratica", ovvero si verificava direttamente sulla scena se le ipotesi e le teorizzazioni fatte erano efficaci. L'azione doveva risultare valida come comunicazione di significato, come creazione di uno stato d'animo e facilmente replicabile da non-attori sulla base di poche indicazioni registiche.

In questo momento si sta procedendo alla rielaborazione "definitiva" della scrittura di ogni sequenza.

Giacomo Verde
7 agosto 2005

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