la televisione non esiste: sono solo figurine

OPERE D’ARTO VIDEO
- video installazione con interazioni -
di Giacomo Verde

L’installazione è un percorso “a-tra-verso” 4 opere:
  • - Opera d’arto video;
  • - Trittico interattivo;
  • - Roto Dentro;
  • - Minimal TV.
  • Il percorso inizia con 4 televisori poggiati a terra e fasciati da una garza, con lo schermo rivolto al cielo, disposti in modo da formare un quadrato in cui le immagini ruotano come in un caleidoscopio. I 4 video trasmettono “Opera d’arto video”: un viaggio ad episodi - ironico-elettronico - di un piede ingessato attraverso le “nature” contemporanee, sulle tracce del libro "Terra Patria" di Edgar Morin (teorico della complessità) fino alla guarigione.

    Si prosegue con il “Trittico interattivo” in cui tre televisori appoggiati a terra (con tavolino), collegati ognuno ad una telecamera (su cavalletto attaccato alla parete) da cui vengono ripresi, trasmettono tre diversi loop pulsanti e interattivi che possono essere continuamente modificati dalle mani degli spettatori.

    La terza tappa è “Roto-Dentro”: due pareti fatte ognuna da quattro monitor posizionati “caledoiscopicamente” su un tavolo (o altro supporto); dietro ogni parete video si trova una telecamera che, attraverso il foro centrale della video-parete, inquadra i monitor che ha di fronte e ai quali è collegata: si crea così un nuovo tipo di loop che viene modificato dal passaggio, e dalla sosta, degli spettatori attraverso le due video-pareti.

    Ultima tappa è un piccolo tv ( minimo 3” a cristalli liquidi) poggiato su un videolettore, su uno scaffalino a parete, che trasmette continuamente un breve clip della “Minimal TV”, la tv più piccola del mondo che viene realizzata dal gruppo empolese “Quinta parete” in occasione di feste, festival, fiere o feste in casa coinvolgendo i “telespettatori” nelle realizzazione dei programmi. Uno dei motti della Minimal TV è: “La tv e' di chi la fa”.

    Pianta generale dell’istallazione. La disposizione delle opere si può adattare ad ogni tipo di spazio, non è necessario seguire un percorso determinato: gli spettatori devono poter passare liberamente da un’opera all’altra, è comunque importante che siano collocate in una stessa zona in modo da dare un senso di unità.


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    Giacomo Verde

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